Congresso di Psicoanalisi: L’abitudine alla complessità

Per psicologi e psicoanalistiSabato 23 e domenica 24 febbraio avrà luogo a Roma un evento importante per gli psicoanalisti e per quanti interessati alla psicoanalisi relazionale, che vedrà la partecipazione di illustri ospiti internazionali, su un tema molto interessante ed attuale: l’abitudine alla complessità.

Di seguito la presentazione e la descrizione del congresso.

 

 

ISIPSÉ
ISTITUTO DI SPECIALIZZAZIONE IN PSICOLOGIA DEL SÉ E PSICOANALISI RELAZIONALE

 

 

10° Congresso nazionale

 

 

L’ABITUDINE ALLA COMPLESSITÀ
FORMAZIONE E PRATICA PSICOANALITICA IN UN MONDO DIFFICILE

 

 

con la partecipazione di
HAZEL IPP e MALCOLM SLAVIN

 

 

SABATO 23 DOMENICA 24
FEBBRAIO 2019
ROMA – CENTRO CONGRESSI “GLI ARCHI”
LARGO S. LUCIA DEI FILIPPINI 20

 

 

Intervengono
Amore – Andreucci – Barbero – Biondi – Canari – Caprilli – Carapellese – Dazzi – Derosa – Di Leone
Esposito – Federici – Galassetti – Garofalo – Giannini – Infantino – Kahn – Madia – Magistrale
Marzocco – Mastropierro – Merici – Nebbiosi – Nonini – Panzalis – Pastonesi – Piazza
Ponta – Preti – Pulcini – Scarpellini – Schettini – Soriato – Stevens
Stramba-Badiale – Tammone – Tempestini – Trevi – Villa

 

 

COMITATO SCIENTIFICO
Nebbiosi (Chair)
Barbero – Biondi – Canari –Carapellese – Federici – Kahn
Schettini – Soriato – Stevens – Stramba-Badiale –Tempestini – Villa
Costo del Congresso 80€ (Studenti 40) iva esclusa
Informazioni www.isipse.it email: segreteria@isipse.it

 

 

L’abitudine alla complessità: formazione e pratica psicoanalitica in un mondo difficile
Il tema del congresso mette in evidenza uno dei paradossi della psicoanalisi e cioè la valorizzazione del processo ritmico, ripetitivo e prevedibile (setting) che rende sicuro il campo intersoggettivo, e al tempo stesso la consapevolezza che co-costruire una base sicura terapeutica è un modo efficace per praticare con tenacia e continuità la complessità dell’incontro umano.
Il contrario della complessità non è affatto la semplicità – aspetto improvviso e illuminante della complessità – ma la riduzione passiva e oggettivante a qualcosa di già noto. Riteniamo che la caratteristica più importante della psicoanalisi sia questa abitudine a considerare “sempre di nuovo”, come direbbe Husserl, l’esperienza clinica con le sue molteplici sfumature relazionali ed emotive, utilizzando le conoscenze dei due protagonisti per fornire ampliamenti ed amplificazioni dei significati, contrastando la
tendenza a ridurne la ricchezza.
Questo atteggiamento può e deve contrastare la tendenza dell’attuale società a valorizzare una riduzione terribilmente facile a pochi concetti e a poco pensiero definendo come ‘semplice’ una riduzione del mondo relazionale ed emotivo tanto spicciola e sommaria da condurre a gradi preoccupanti di dis-umanizzazione.

La discussione verrà arricchita dal contributo del professor Nino Dazzi, punto di riferimento di primo piano per la psicologia italiana, e dal contributo di Hazel Ipp (Toronto) e Malcolm Slavin (Boston) due autori internazionali che si distinguono per spessore clinico e apertura all’innovazione e al dialogo e che hanno accompagnato tutto il percorso dell’ISIPSÉ.

Siamo particolarmente lieti di celebrare con questo incontro i venti anni dalla fondazione dell’Associazione no profit ISIPSÉ. Nell’ottobre del 1998 è iniziato il primo ciclo del corso quadriennale di formazione in psicologia del sé e psicoanalisi relazionale che è stato il motore vitale per costruire la nostra comunità. Il 27 febbraio 1999 è stata fondata l’Associazione no profit che avrebbe poi gestito tutte le attività scientifiche.
Vogliamo festeggiare questo anniversario soprattutto per constatare la vitalità della comunità che si è raccolta intorno a questo progetto, colleghi che iniziano la loro professione clinica e colleghi più esperti uniti dalla convinzione che il pensiero psicoanalitico abbia molto da offrire al mondo attuale a condizione che si apra ai diversi saperi e contesti e a una visione relazionale dello sviluppo e della comunicazione
umana. Nelle sessioni parallele verranno presentati molti lavori dei colleghi più giovani a testimonianza della creatività che l’appartenenza a una comunità può generare.

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